FASE 3, Catania: il Comune prepara rassegna estiva 2020

Anche in questo 2020 segnato dall’emergenza Covid-19 a Catania sarà un’estate di eventi, cultura, arte e spettacoli nei luoghi simbolo della città, un fatto per nulla scontato viste le difficoltà di questi mesi e le regole restrittive per lo svolgimento di manifestazioni artistiche.

Con questo obiettivo sul sito istituzionale l’Amministrazione Pogliese ha pubblicato un avviso pubblico per acquisire manifestazioni di interesse per procedere, nella massima trasparenza, all’individuazione di proposte artistiche per la realizzazione del cartellone estivo finalizzato alla ricezione di proposte artistiche e favorire la partecipazione del maggior numero di operatori del settore. “Siamo orgogliosi perché nonostante le oggettive difficoltà causate dall’epidemia – ha detto il sindaco Salvo Pogliese – siamo tra i primi in Sicilia e in Italia a riaprire alla cultura e allo spettacolo spazi pubblici e beni culturali, rimettendo le nostre bellezze monumentali al centro della nuova edizione di Catania Summer Fest 2020”.

“Palazzo Platamone, Castello Ursino, l’Anfiteatro delle Ciminiere, Villa Bellini ma anche strade e cortili particolari – ha aggiunto – saranno i luoghi che ospiteranno gli spettacoli e gli eventi, rispettando le linee guida previste per la prevenzione del contagio da Covid-19”. “Anche nelle settimane del lockdown – ha commentato dal canto suo l’assessore Mirabella – abbiamo lavorato senza sosta e con passione per costruire le condizioni necessarie a questa rassegna estiva che ora mettiamo in campo. Le regole per la ripartenza non aiutano a rimettere in moto la macchina dei grandi eventi, ma abbiamo voluto dare un segnale forte anche a questi importante comparto e a tutta la Città”.

Fase 3, negozi di abbigliamento chiudono a Palermo: “Non arrivano aiuti”

Come riportato dal ‘Giornale di Sicilia’, l’emergenza coronavirus continua a mietere vittime nel tessuto commerciale di Palermo, anche nel settore dell’abbigliamento. “Purtroppo a causa del lockdown siamo costretti ad alimentare solo due dei tre negozi che abbiamo – ha detto Marco Di Giovanni -. Troppe spese e nessun incasso, il covid ci sta costando troppo. Stiamo cercando di risollevarci ma non è semplice. Lo stato non ci ha aiutato, serviva liquidità e le banche non ci hanno aiutato, ci hanno lasciato soli”.

Fase 3, autorizzata in Sicilia la ripresa degli sport da contatto

Via libera anche ai cosiddetti “sport di contatto” come calcio, calcio a 5, pallacanestro e tante altre attività.

L’assessore regionale per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo Manlio Messina, d’intesa con l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, ha firmato, giovedì scorso, il decreto che consente la ripresa del libero svolgimento delle attività sportive: “Il presente decreto – si legge nel documento – conserva la propria efficacia e validità fino a eventuale differente valutazione dell’andamento epidemiologico nell’Isola e, comunque, fino a nuova disposizione”.

Il decreto degli assessori Messina e Razza è stato notificato per conoscenza anche all’Anci Sicilia, alle aziende sanitarie e alle federazioni sportive di settore.

“Con questo provvedimento il governo Musumeci vuol dare una risposta alle diverse federazioni e ai tantissimi appassionati che da tempo ci chiedevano di poter sbloccare una serie di discipline sportive – commentano Messina e Razza – lo facciamo seguendo le linee del governo nazionale ma anche del dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico che ha rilevato che la Regione Siciliana annovera un amatrice di “basso rischio” in base ai tre set di indicatori (vedi decreto Ministero Salute 30 aprile 2020) relativi alla “capacità di monitoraggio”, alla “capacità di accertamento diagnostico e di gestione di contatti” e alla “stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari”.

Il decreto fa seguito all’ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci dello scorso 13 giugno che ha stabilito, tra l’altro, che da oggi si possano svolgere le attività sportive di contatto, “previo decreto attuativo dell’assessore regionale allo Sport, d’intesa con l’assessore regionale alla Salute”.

Fase 3, Musumeci chiarisce: “I centri estivi per l’infanzia possono aprire lunedì 15”

I centri estivi per l’infanzia possono aprire da domani, lunedì 15 giugno.

Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa, il riferimento di cui ai servizi per l’infanzia e l’adolescenza previsto nell’articolo 2 dell’ordinanza n. 25 del presidente della Regione, secondo cui “è consentita l’attività a decorrere dal 22 giugno 2020, previo decreto attuativo dell’assessore regionale della Famiglia e delle politiche sociali, d’intesa con l’assessore regionale per la Salute, da emanarsi entro il 21 giugno 2020 la cui riapertura è posticipata a giorno 25 giugno”, non riguarda i cosiddetti centri estivi, ossia luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative.

Pertanto, sono consentite dal 15 giugno 2020 le attività dei centri estivi, essendo espressamente previsto dall’articolo 1, let. c, del Dpcm 11 giugno 2020 che “è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidare la custodia e con obbligo di adottare appositi Protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle Linee guida del dipartimento per le Politiche della famiglia di cui all’allegato 8”. Tale richiamo della normativa nazionale è già contenuto nell’ordinanza, sicchè appare del tutto infondato il timore rappresentato da alcuni operatori di settore. Si aggiunga, inoltre, che la Sicilia ha deciso di anticipare anche l’apertura degli altri servizi al 22 giugno, mentre a livello centrale non è prevista. Lo chiarisce una circolare a firma del capo della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

Fase 3, aerei pieni da lunedì: ma solo con ricambio d’aria a bordo

Nella cosiddetta Fase 3 cambieranno anche le regole per i viaggi in aereo. Da lunedì, infatti, gli aerei potranno viaggiare a pieno carico, con tutti i posti assegnati, purché la compagnia aerea sia in grado di garantire un costante e profondo ricambio d’aria e purché i passeggeri cambino la mascherina ogni quattro ore. E’ quanto previsto dal nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte.

L’obbligo di distanziamento interpersonale di un metro a bordo degli aeromobili, all’interno dei terminal e in altre aeree come i bus, continua a dover essere rispettato. Tuttavia, “è consentito derogare” al distanziamento a bordo nel caso in cui l’aria “sia rinnovata ogni tre minuti, i flussi siano verticali e siano adottati i filtri EPE”. Requisiti giudicati sufficienti per garantire “una elevatissima purificazione dell’aria”.

Dovranno essere adottati, inoltre, “specifici protocolli di sicurezza sanitaria”, prevedendo in particolare la misurazione della temperatura prima di entrare in aereo e vietando la salita a bordo in caso di temperatura superiore a 37,5 gradi. La durata massima di utilizzo della mascherina chirurgica non dovrà essere superiore alle quattro ore, con l’obbligo di sostituirla per periodi superiori, e dovranno essere “disciplinate individualmente le salite e le discese dall’aeromobile e la collocazione al posto assegnato al fine di evitare contatti stretti tra i passeggeri nella fase di movimentazione”.

Viene raccomandato inoltre di acquisire dai viaggiatori al momento del checkin online o in aeroporto – e comunque prima dell’imbarco – l’autocertificazione che attesti di non aver avuto contatti stretti con persone affette da Coronavirus negli ultimi due giorni, prima dell’insorgenza dei sintomi e fino a 14 giorni dopo la loro insorgenza; e viene giudicato essenziale, al fine di definire la tracciabilità dei contatti, anche l’impegno a comunicare al vettore ed all’Autorità sanitaria territoriale competente l’insorgenza di sintomatologia comparsa entro otto giorni dallo sbarco dall’aeromobile.

Fase 3, riapre domani parco archeologico di Marsala: prenotazioni obbligatorie

Chiuso al pubblico dallo scorso 9 marzo a causa dell’emergenza Coronavirus, riaprirà nella giornata di domani il Parco archeologico di Lilybeo-Marsala. Alle 10, alla presenza del direttore del Parco, Enrico Caruso, e del sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, la riapertura si terrà all’ingresso lato piazza della Vittoria (Porta Nuova), “a significare – sottolinea Enrico Caruso – la sinergia istituzionale instaurata con la Città di Marsala che riconosce in questo sito un forte valore identitario della propria storia e della propria cultura”.

Da domani, il Parco archeologico sarà aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19.30 e sarà, dunque, possibile la visita delle principali testimonianze della città di epoca romana: la Plateia Aelia, ovvero il decumano massimo, la Villa romana con i suoi mosaici con scene di caccia e terme e le fortificazioni. “Inoltre – continua il direttore Caruso – il percorso pedonale adiacente alla strada romana Plateia Aelia sarà aperto gratuitamente al pubblico per consentire il libero transito per la ‘storica’ passeggiata verso il mare fino al cosiddetto Ferro di cavallo, grazie alla convenzione stipulata con il Comune di Marsala circa un anno fa, finalizzata alla valorizzazione e fruizione della vasta area archeologica del Capo Boeo”.

Per l’ingresso al Parco, per ragioni legate all’emergenza Covid-19, sarà necessario l’uso delle mascherine protettive e l’entrata sarà consentita a chi avrà una temperatura corporea inferiore a 37.5 gradi. Potranno fare ingresso un massimo di 30 persone ogni ora. E per evitare assembramenti o code, è necessario prenotare la visita collegandosi all’indirizzo: https://youline.eu/laculturariparte.html. “A breve – conclude Caruso – sarà pure possibile visitare anche il Museo, dove si stanno ultimando le misure di sicurezza e l’individuazione di percorsi a senso unico”.

Fase 3, anche i centri scommesse verso la riapertura: mascherine obbligatorie e non solo

Con ogni probabilità, da lunedì 15 giugno via libera anche per scommesse e sale Bingo. Nel dettaglio, decise le linee guida per la ripartenza, i gestori dovranno “riorganizzare gli spazi e la dislocazione delle apparecchiature per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno un metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione delle persone che, in base alle disposizioni vigenti, non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale”, riporta Agipronews.

“Il gestore è tenuto, in ragione delle aree a disposizione, a calcolare e a gestire le entrate dei clienti in tutte le aree (comprese le aree distributori di bevande e/o snack, ecc.) per evitare assembramenti. Il personale di servizio deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igienizzazione delle mani”. Ma non solo; “La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche”. Inoltre si dovrà “dotare il locale di dispenser con soluzioni igienizzanti per l’igiene delle mani dei clienti in punti ben visibili all’entrata, prevedendo l’obbligo di frizionarsi le mani già in entrata” e “prevedere la collocazione di dispenser in vari punti del locale in modo da favorire da parte dei frequentatori l’igiene delle mani”. I clienti dovranno indossare la mascherina e, “dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, è necessario assicurare pulizia e disinfezione delle superfici dei giochi a contatto con le mani”. Le apparecchiature che non possono essere pulite e disinfettate non devono essere usate e “non possono essere usati i giochi a uso collettivo in cui non sia possibile il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro”.

Bisognerà poi “favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto, e va garantita la pulizia, ad impianto fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata la capacità filtrante del ricircolo, sostituendo i filtri esistenti con filtri di classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate. Nei servizi igienici va mantenuto in funzione continuata l’estrattore d’aria”.

Fase 3, dalle discoteche alle cerimonie: ecco le linee guida per ripartire

Fila distanziata per entrare, balli solo all’aperto e la distanza minima in pista dovrà essere di due metri: sono le regole fissate dalle Regioni per la riapertura delle discoteche. Via libera da lunedì 15 giugno.

INGRESSI – La prima regola impone di “riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone. Al solo fine di definire la capienza massima del locale, garantire almeno 1 metro tra gli utenti e di almeno 2 metri tra gli utenti che accedono alla pista da ballo. Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita”. Si deve “prevedere un numero di addetti alla sorveglianza del rispetto del distanziamento interpersonale adeguato rispetto alla capienza del locale, come sopra stabilita. A tal fine si promuove l’utilizzo di contapersone per monitorare gli accessi”.

PRENOTAZIONE – Per chi ha un sistema adeguato si deve “garantire un sistema di prenotazione, pagamento ticket e compilazione di modulistica preferibilmente online al fine di evitare prevedibili assembramenti, e nel rispetto della privacy mantenere se possibile un registro delle presenze per una durata di 14 giorni”. Sarà vietato entrare in caso di temperatura superiore a 37,5 °C. La postazione dedicata alla cassa, laddove non già dotata di barriere fisiche (es. schermi), dovrà essere eventualmente adeguata. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche. Nei guardaroba, gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti in appositi sacchetti porta abiti.

COME SI BALLA – “Il ballo può essere consentito esclusivamente negli spazi esterni (es. giardini, terrazze, etc.). Gli utenti dovranno indossare la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno tutte le volte che non è possibile rispettare la distanza interpersonale di 1 metro. Il personale di servizio deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igienizzazione delle mani.

DRINK – “Non è consentita la consumazione di bevande al banco. Inoltre, la somministrazione delle bevande può avvenire esclusivamente qualora sia possibile assicurare il mantenimento rigoroso della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti, che dovranno accedere al banco in modalità ordinata e, se del caso, contingentata. I tavoli e le sedute devono essere disposti in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti. Tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet. Ogni oggetto fornito agli utenti (es. apribottiglie, secchielli per il ghiaccio), dovrà essere disinfettato prima della consegna”.

Ma non solo; di seguito, anche alcune delle nuove linee guida stabilite dalle Regioni per consentire la riapertura parziale di attività produttive ritenute importanti. Tra queste anche ristorazione, cerimonie, spettacoli dal vivo e campi estivi per bambini.

CERIMONIE – E’ preferibile l’uso di spazi esterni. Gli ospiti dovranno indossare la mascherina negli ambienti interni (quando non sono seduti al tavolo) e negli ambienti esterni, qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro.

AREE GIOCHI PER BAMBINI – Anche in questo caso è importante la riorganizzazione degli spazi e la dislocazione delle apparecchiature per garantire l’accesso in modo ordinato ed evitare assembramenti. In caso di presenza di minori che necessitino di accompagnamento sarà consentito l’accesso a un solo accompagnatore per bambino. La mascherina deve essere utilizzata da genitori, accompagnatori ed eventuale personale, e dai bambini e ragazzi sopra i 6 anni di età. In questo caso sarà meglio privilegiare, si sottolinea, l’uso di mascherine colorate e/o con stampe.

CINEMA E SPETTACOLI DAL VIVO – La postazione dedicata alla reception e alla cassa può essere dotata di barriere fisiche, possibilmente usando modalità di pagamento elettroniche. I posti a sedere dovranno prevedere un distanziamento minimo, sia frontalmente che lateralmente, di almeno 1 metro. L’eventuale interazione tra artisti e pubblico deve avvenire con un distanziamento di almeno 2 metri. Per spettacoli al chiuso, il numero massimo di utenti è di 200, per quelli all’aperto il numero massimo è 1000.

CAMPI ESTIVI – Sarà necessario favorire la composizione di gruppi di bambini il più possibile stabile nel tempo, evitando ‘intersezioni’ tra gruppi diversi, mantenendo, inoltre, lo stesso personale a contatto con lo stesso gruppo di minori. L’organizzazione delle camere deve consentire il rispetto della distanza interpersonale in particolare garantendo una distanza di almeno 1,5 m tra i letti, la cui biancheria deve essere ad uso singolo.

SPETTACOLI MUSICALI – I professori d’orchestra dovranno mantenere la distanza interpersonale di almeno 1 metro; per gli strumenti a fiato la distanza interpersonale minima sarà di 1,5 metri; per il direttore d’orchestra, la distanza minima con la prima fila dell’orchestra dovrà essere di 2 metri. Per gli ottoni ogni postazione dovrà essere provvista di una vaschetta per la raccolta della condensa, contenente liquido disinfettante. I componenti del coro dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti sul palco.

PRODUZIONI TEATRALI – L’uso promiscuo dei camerini è da evitare salvo assicurare un adeguato distanziamento interpersonale unito ad una adeguata pulizia delle superfici e i costumi di scena dovranno essere individuali.

PRODUZIONI DI DANZA – Verrà attuata la riduzione del numero totale delle persone (compresi eventuali accompagnatori) presenti nel sito, anche tramite turni.

Fase 3, “SiciliaSiCura” la nuova App per il turista

«Un sistema discreto e invisibile per i turisti, ma che è pronto a intervenire in caso di necessità». Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha descritto l’App “SiciliaSiCura“, presentata in una conferenza stampa a Palazzo Orleans con il coordinatore del Protocollo di sicurezza sanitario, Guido Bertolaso, e gli assessori alla Salute Ruggero Razza, alle Attività produttive Mimmo Turano e al Turismo Manlio Messina.

L’applicazione sarà il perno attorno al quale ruoterà il Protocollo. Si tratta di uno strumento facoltativo, dedicato ai visitatori della Sicilia per garantire sia loro che i siciliani sotto il profilo della prevenzione dal Covid-19.

«Ci auguriamo per questa estate tanta gente – ha commentato il governatore Musumeci – nel rispetto delle norme comportamentali. Ci si può divertire anche senza trasgredire le regole e restando rispettosi di quello che abbiamo fatto finora nell’interesse di tutti».

«L’obiettivo non è soltanto quello di tranquillizzare i turisti che verranno in Sicilia, ma anche garantire la tranquillità dei siciliani – ha affermato l’ex capo della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso -. La app sarà molto facile da utilizzare e questo potrebbe essere un esperimento utile anche per altre regioni».

L’assessore Razza ha spiegato che la nuova app non si sovrappone a Immuni: «Serve a mettere il cittadino con immediatezza in contatto con il sistema sanitario regionale, mentre Immuni serve a tracciare persone diverse. Il costo dell’applicazione è di poche decine di migliaia di euro».

L’applicazione entrerà a pieno regime a partire dal primo luglio e fino alla fine di settembre.

«Un sistema che inizierà con l’avvio della vacanza e si concluderà con la partenza del turista», ha aggiunto l’assessore Turano, che ha anche dato ampie rassicurazioni per quanto riguarda la privacy.

«L’App – ha sottolineato l’assessore Messina è un supporto fondamentale al sistema turistico che ha pagato e paga un prezzo fin troppo alto. Il turista che verrà in Sicilia troverà la nostra meravigliosa terra, ma anche l’efficienza del sistema sanitario».

Nel corso della permanenza in Sicilia l’App invierà una notifica giornaliera per ricordare al visitatore che, in caso di malessere, dovrà contattare il Sistema sanitario regionale direttamente dal suo smartphone o chiamando il numero verde 800/458787. In caso di malessere la segnalazione partita dallo smartphone arriverà alla centrale Uscat (Unità sanitaria di continuità territoriale turistica) e i casi sospetti di Covid-19 verranno presi in carico dalle Asp competenti territorialmente. In caso di ricovero il paziente sarà indirizzato verso il Covid-Hospital più vicino, mentre se si renderà necessario soltanto l’isolamento questo avverrà in un’altra struttura pubblica.

Fase 3, la Sicilia riapre i confini: lunghe code di auto sullo Stretto

Dopo la riapertura dei confini in Italia, questa mattina si sono registrate lunghissime code a Messina in prossimità del porto, per imbarcarsi verso il continente. File di auto davanti agli imbarcaderi della compagnia Carone & Tourist si sono registrate già in coincidenza con la prima corsa delle 4.40 e lo stesso è avvenuto per la corsa successiva delle 7.20.

L’aumentato flusso di passeggeri sullo Stretto, anche in arrivo dalla Calabria, è legato alla nuova ordinanza della Regione, che ha anticipato a oggi l’allineamento con le disposizione del Dpcm governativo, abolendo l’autocertificazione e l’obbligo di quarantena per chi raggiunge la Sicilia da altre regioni. Rimangono anche nell’ultima ordinanza regionale le disposizioni per i cittadini ai quali sia stata accertata la positività al contagio da Coronavirus che hanno l’obbligo di comunicare le proprie condizioni di salute al medico di famiglia e al Dipartimento di prevenzione dell’Asp territorialmente competente, secondo le cadenze temporali fissate dai protocolli di sorveglianza sanitaria. Sarà inoltre possibile per chi arriverà in Sicilia scaricare la app “Sicilia Sicura” e inserire, in maniera facoltativa, i dati personali sul proprio stato di salute, sugli spostamenti ed eventuali casi di Covid-19 in famiglia. In caso di stato febbrile basterà una comunicazione e immediatamente i sanitari della Asp sul territorio interverranno.

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