Covid-19, ‘attività produttive’: gli assessori di numerose città italiane scrivono al presidente del Consiglio

PALERMO – L’assessore comunale alle Attività Produttive, Leopoldo Piampiano, insieme ad altri assessori al ramo di diversi comuni italiani, è tra i firmatari di una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e, per conoscenza al Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, al Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli ed al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo.
Le situazioni emergenziali – scrivono gli assessori – possono creare pericolose disfunzioni tra istituzioni e cittadini: il rischio di vanificare qualsiasi impegno profuso a tutti i livelli a causa di scenari critici deve essere scongiurato attraverso profonde saldature tra Governo, Istituzioni locali e Comunità. A tal fine, i rilievi sulle misure di supporto alle attività economiche già forniti da ANCI – ristori celeri per le categorie colpite, cassa integrazione efficace ed interventi fiscali – sono del tutto condivisibili e rappresentano un assioma determinante affinché i Comuni, quali enti locali preposti alla tutela e al presidio dei territori, possano gestire le criticità sociali ed economiche di cui siamo tutti testimoni. I presupposti di coesione nazionale che si erano spontaneamente creati nella primavera passata – conclude la nota – rischiano ora di degenerare in conflittualità razionali ed irrazionali: solamente un timing preciso degli aiuti ed una armonizzazione tra Stato e Comuni sulle strategie da adottare potrà evitare scenari critici per le istituzioni“.

Cassa integrazione, domande all’Inps e non più alla Regione: i dettagli

Le domande per la cassa integrazione non passeranno più per la Regione, “ma arriveranno direttamente all’Inps”. Lo ha comunicato il presidente Pasquale Tridico. Ma non solo; l’Inps “non dovrà più attendere che l’azienda comunichi quanti lavoratori ha messo effettivamente in cig rispetto alla domanda – cosa che avviene a consuntivo, il mese successivo a quello di sospensione – ma anticiperà subito alla stessa azienda il 40% di quanto chiesto e poi col conguaglio vedrà se ha usato più o meno cig di quella prenotata”, ha aggiunto il presidente dell’Inps.

Tridico, inoltre, ha spiegato anche che per gli autonomi l’erogazione dei 600 euro “sarà velocissima”. “Chi ha già ricevuto i 600 euro li avrà di nuovo senza dover fare nulla. L’Inps liquiderà la somma nei prossimi giorni, dopo la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale”, ha concluso.

Cassa integrazione, Musumeci chiede scusa per i ritardi

«Voglio chiedere scusa a tutti i lavoratori che attendono di potere riscuotere le risorse che spettano e so di tante sofferenze. Abbiamo ricevuto centinaia di lettere dei lavoratori e dei figli dei lavoratori. Chiedo scusa e mi assumo la responsabilità politica dell’accaduto». Con questo incipit il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa in diretta Facebook da Palazzo Orleans, la genesi dei ritardi nel pagamento della Cassa integrazione in deroga attesa da 130mila lavoratori.

«Andrò avanti – ha assicurato il governatore – per capire se c’è stata condotta dolosa. E se c’è stata responsabilità da parte di qualcuno. Se c’è stata pagherà».

Nel corso della conferenza stampa, tenuta insieme all’assessore al Lavoro, Antonio Scavone, Musumeci ha spiegato che le disfunzioni nell’espletamento delle pratiche sono state causate dalla piattaforma informatica non adeguata a gestire questa mole di lavoro e con le modalità richieste.

«C’è un contratto vigente con questa società e non possiamo farne a meno – ha sostenuto il presidente della Regione – il nostro obiettivo è di liberarci e di potere avere in Sicilia e-Servizi, che è un’azienda in house, una spalla competente. Fra sette mesi tutto sarà rivisto».Poi sono state fornite le cifre esatte delle pratiche lavorate dagli uffici.«Abbiamo trattato –ha reso noto Scavone – 27.400 pratiche in questi dieci giorni su un totale di 40mila. Siamo in teoria oltre il 50 per cento, in pratica no perché adesso ci sono altri due passaggi e l’Inps, prima di erogare le somme, si prenderà qualche altro giorno per le necessarie verifiche».

Sull’altro tema della conferenza stampa, le risorse trasferite ai Comuni per l’assistenza alimentare delle famiglie più disagiate, sono stati forniti i dati aggiornati.

«Siamo la prima Regione in Italia – ha detto Musumeci – ad avere determinato un intervento in favore delle famiglie disagiate con un impegno di cento milioni di euro. Ne abbiamo già erogati 30, i fondi vanno spalmati nel corso dei mesi: non sono cento milioni di illusioni, ma di risorse e su 390 Comuni siciliani 320 hanno già detto sì firmando la convenzione, mentre 297 hanno già ricevuto l’ok all’erogazione».

Cassa integrazione e ritardi, Musumeci chiede scusa: “Prossima settimana 40 mila pratiche chiuse”

“Chiedo scusa a tutti i lavoratori che aspettano ancora la cassa integrazione. Mi assumo la responsabilità dei ritardi”. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel corso della conferenza stampa in web conference. “Abbiamo ricevuto centinaia di lettere dai lavoratori, anche da parte dei figli che hanno evidenziato lo stato di difficoltà delle famiglie. Mi assumo la responsabilità politica di quel che è successo. Verificheremo se c’è responsabilità dolosa in questi ritardi. Ragionevolmente la prossima settimana potremmo concludere tutte le pratiche”.

Ed in merito alle dimissioni rassegnate dal direttore del dipartimento Lavoro, Giovanni Vindigni, Musumeci ha aggiunto: “Le abbiamo accettate. Ha fatto il direttore solo per qualche settimana, è una persona perbene ma si è trovato in quel posto nel momento sbagliato. Con responsabilità ha lasciato, anche se la colpa è solo mia. Vi assicuro che stiamo recuperando e nel più breve tempo daremo serenità alle famiglie. Accade solo in Sicilia? No, è il sistema che non funziona in gran parte delle regioni. Sono 27.400 le pratiche espletate in questi 10 giorni su un totale di circa 40 mila. In teoria siamo oltre il 50%, in pratica no perché sono necessari altri due passaggi e l’Inps ha bisogno di altro tempo per le verifiche: è stata adottata una piattaforma sbagliata”.

E sui 100 milioni da erogare per l’assistenza alle famiglie in difficoltà ma che non sono andati a destinazione. “Trecentoventi Comuni su 390 in Sicilia hanno firmato la convenzione e 297 hanno ricevuto le risorse. Nel frattempo è intervenuto anche lo Stato, ma non appena i fondi erogati da Roma finiranno, ci saranno quelli regionali disponibili”, ha concluso il governatore.

Bonus dipendenti per sbloccare cassa integrazione, il ministro Dadone: “Sono attonita”

Siamo in un momento delicatissimo per tutto il Paese e mi lascia attonita apprendere della richiesta di ulteriori bonus retributivi da parte dei sindacati dei dipendenti della Regione siciliana per lo sblocco delle pratiche sulla cassa integrazione in deroga“.

Così su Facebook il ministro per la Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone: “Soltanto nell’isola circa 130 mila persone attendono l’erogazione di una così importante misura messa in campo dal governo. La pubblica amministrazione in queste settimane, come ho più volte detto, deve essere motore della ripartenza del Paese. E non può permettersi di avanzare col ‘freno a mano tirato’. Ho attivato quindi l’Ispettorato del Dipartimento Funzione Pubblica per avere chiarimenti in merito alla vicenda“.

Anci Sicilia, Orlando: “I comuni sono a rischio default, il Governo nazionale ci aiuti”

“I comuni sono a rischio default e in crisi di liquidità, il che significa non riuscire a fronteggiare l’emergenza e già da subito non riuscire ad erogare i servizi essenziali, stipendi compresi. È necessario che, in tempi brevi, si affrontino le enormi criticità finanziarie che incombono sugli enti locali e che si intervenga con il tanto annunciato ‘Decreto aprile’ in favore dei comuni italiani. Un decreto che sostenga, comuni, famiglie e imprese per affrontare una situazione economica che non ha precedenti in periodo di pace”.

Così il presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando. “Se non si interviene con risorse straordinarie l’impatto dell’attuale crisi sui bilanci sarà necessariamente devastante anche in conseguenza del mancato gettito di parte significativa dei tributi locali come tari, tasi, imu e addizionale Irpef comunale e non saremo minimamente in grado di fronteggiare l’incremento di nuove povertà determinare dalle misure in vigore. Sollecitiamo, infine, il Governo nazionale ad accelerare i tempi per l’avvio del pagamento dalla cassa integrazione in deroga come disposto dal decreto Cura-Italia che coinvolge circa 100 mila lavoratori siciliani e più di 35 mila aziende che già oggi sono in forte crisi di liquidità e necessitano di un sostegno che garantisca loro i beni di prima necessità”, ha concluso.

Imprese ristorazione Palermo, Orlando: “Occorre piano nazionale con fondi e regole certe”

All’indomani del flash mob organizzato da un nutrito gruppo di ristoratori e titolari di pub palermitani che hanno aderito all’iniziativa nazionale per richiamare l’attenzione sulla drammatica situazione del settore, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, insieme al vicesindaco Fabio Giambrone e all’assessore alle Attività produttive Leopoldo Piampiano e, ha incontrato in video conferenza una rappresentanza degli imprenditori.

Per Palermo, il problema è ancor più grande che altrove, per l’incidenza che questo settore commerciale, insieme a quello più ampio del turismo, ha nell’economia cittadina“.

Il primo cittadino e presidente di Anci Sicilia si è soffermato su quelli che ha indicato come i temi di fondo del problema: “da un lato l’assenza di regole certe e di una visione di prospettiva di lungo periodo e dall’altro l’assenza di un chiaro quadro di sostegno economico e di norme vincolanti per il sistema bancario, che permetta un’immediata iniezione di liquidità per le aziende“.

Sul fronte economico, il Sindaco ha ricordato che il Comune “ha sospeso il pagamento di tutto quanto poteva essere sospeso, ma occorrono norme nazionali chiare che compensino la perdita delle amministrazioni locali ed allo stesso tempo sostengono concretamente la ripresa economica“.

Il problema non è la data di riapertura – ha detto il sindaco – che paradossalmente sembrerebbe essere l’ultimo dei problemi reali della situazione, ma appunto la mancanza di regole precise che consentano agli operatori commerciali di potere programmare le proprie attività in modo corretto. Occorre dare indicazioni sulle modalità di riapertura, sui protocolli sanitari, sulle procedure da adottare. Non si può pensare che tutto questo venga comunicato pochi giorni prima dell’effettiva apertura“.

Il sindaco ha ricordato che questi problemi sono stati posti “all’interno dei tavoli di confronto con l’ANCI, soprattutto perché accomunano alcune grandi città per le quali il turismo ha una enorme incidenza in termini economici; siamo in questo impegno insieme a Venezia, Napoli e Firenze, che come noi vivono gli stessi problemi“.

L’assessore Leopoldo Piampiano ed il Vicesindaco hanno sottolineato il lavoro già avviato anche con il Consiglio comunale, “sia per quanto riguarda le modifiche dei regolamenti che possono facilitare le attività di commercio e ristorazione, sia per quanto riguarda la fiscalità. Un confronto che sta avvenendo in grande sinergia e al di là delle appartenenze politiche“.

Infine dal sindaco, raccogliendo l’appello degli imprenditori, è venuto “l’auspicio che le procedure per la cassa integrazione siano accelerate perché per ogni azienda ci sono decine di lavoratori che ormai da due mesi non percepiscono gli stipendi, aggravando ancor di più una situazione economica generale pesantissima“.

Occorre un piano di investimenti che permetta alle imprese di poter contare su un sostegno per i costi finanziari delle aziende, che preveda non soltanto prestiti o slittamenti dei pagamenti, ma contributi a fondo perduto che compensino le perdite effettive di questi mesi e rendano possibile una reale ripartenza appena questa sarà compatibile con la prevenzione del contagio“.

Randazzo M5S:”Rap interrompa procedure di Trattamento integrazione salariale-Cassa Integrazione”

Interrompere le procedure avviate e quelle in fase di avvio, anche considerato che a maggio con l’avvio della fase 2  alcune restrizioni potrebbero cessare e quindi dare avvio ad un progressivo ripristino di tutte le attività della partecipata”. “Nel corso dell’incontro avuto con la IV Commissione consiliare, il Direttore della RAP Roberto Li Causi ci ha informati del fatto che l’azienda ha già attivato le procedure per la la Cassa integrazione per circa 60 lavoratori, di cui molti provenienti dal settore manutenzione strade e marciapiedi. Considerata la cronica carenza di personale di cui soffre la RAP (con la richiesta di nuovo personale da Reset), chiediamo all’azienda di interrompere le procedure avviate e quelle in fase di avvio, anche considerato che a maggio con l’avvio della fase 2  alcune restrizioni potrebbero cessare e quindi dare avvio ad un progressivo ripristino di tutte le attività della partecipata”. Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare M5S, Antonino Randazzo.

Coronavirus e crisi, i parlamentari siciliani M5S: “No a riprogrammazione ed eliminazione vincolo territorio Fondi Coesione e Sviluppo”

“Altro che Sud contro Nord per le riaperture e fase due. Un documento stilato dai tecnici del Dipe, il Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica, ha ‘suggerito’ di poter sfruttare il momento difficile legato all’emergenza Coronavirus per togliere al Meridione risorse per investimenti, vincolate per legge. Non vorremmo che l’infelice esempio di quanto fece il governo Berlusconi nel 2010 come reazione alla crisi economica venisse riproposto e con lo stesso risultato: togliere al Sud per dare al Nord”. E’ la denuncia dei parlamentari siciliani del Movimento 5 Stelle che hanno lanciato l’allarme sulla proposta “tecnica” di riprogrammazione ed eliminazione del vincolo territoriale dei Fondi di Coesione e Sviluppo (80% al Sud e 20% al centro-nord) e la messa in pausa della clausola del 34% che dovrebbe destinare alle regioni meridionali una quota di investimenti ben definita.

Nonostante vincoli e clausole per i necessari investimenti al Sud, i tecnici avrebbero predisposto un testo che, di fatto, toglie quanto è stato invece assegnato alle regioni meridionali, per spostare le somme al nord. “Come Movimento 5 Stelle – spiegano i parlamentari M5S della Sicilia – non permetteremo che questa azione possa essere portata a compimento. È illogica e non rispettosa dei veri bisogni ed interessi del Paese. Siamo felici che già il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Turco, e il Ministro per il Sud, Provenzano, abbiano puntualizzato che quel documento è solo una bozza non ancora sottoposta al vaglio della politica. È bene ribadire – concludono – la linea del Movimento 5 Stelle: nessuna penalizzazione per il meridione, continueremo a vigilare. Basta con questa narrazione secondo cui il nord operoso è zavorrato dal Meridione. Il Sud non è buono solo per raccogliere voti. Non per noi”.

Coronavirus, ecco quando cesseranno i contagi: al Sud a fine aprile

Sagramola: “Nessuna società uscirà indenne da questa situazione”. E sull’ipotesi mini-ritiro…

Stop forzato.

La pausa dovuta all’emergenza sanitaria mondiale legata alla diffusione del coronavirus ha costretto leghe e federazione ad interrompere i campionati ed ancora è praticamente impossibile stabilire quanto ripartiranno i tornei. L’effetto di questa sosta potrebbe essere però devastante per parecchie società, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto economico-finanziario.

Intervistato da Il Giornale di Sicilia, l’amministratore delegato del Palermo, Rinaldo Sagramola si è soffermato su questo aspetto: “Se ci saranno perdite andranno condivise tra tutti: club, tesserati e dipendenti – spiega l’ad rosanero -. Non c’è qualcuno che possa pensare di uscirne totalmente indenne, purtroppo. Chi lo pensa, ha una visione molto egoistica delle cose. All’estero parecchie società hanno introdotto la cassa integrazione, in Italia ho letto di diverse società, anche in Serie A, che stanno seguendo questo percorso per far fronte ad una situazione di emergenza. Per quanto ci riguarda, anche noi lo abbiamo fatto e, quando è stato necessario, abbiamo richiamato dalla cassa integrazione i dipendenti che hanno dovuto adoperarsi per portare avanti determinate situazioni“.

Il dirigente della società di viale del Fante si è anche soffermato sulla situazione contagi in Sicilia: “È da capire a Palermo come si svilupperà la situazione di Villa Maria Eleonora. Sembravamo essere una sorta di isola felice, adesso per la verità sono anche un po’ preoccupato. Speriamo che riescano a contenere il tutto“. A prescindere da ciò, l’auspicio di Sagramola e del Palermo e quello che si possa tornare in campo per centrare la promozione in Serie C: “Mini-ritiro? Non ci stiamo ancora pensando ma non mancherà modo di farlo. Si troveranno le soluzioni, in quel caso“, ha concluso Sagramola.

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